In pochi anni sparite settecento aziende nel Triangolo della sedia. Il Friuli va sotto.
“Negli anni migliori del Triangolo della sedia gli occupati stimati sono arrivati a 12mila con presenza sul territorio di mille e 500 aziende – ricorda Minen -; oggi siamo scesi a 8mila e 500 addetti, di cui 5mila effettivamente dipendenti, e a circa 800 aziende attive almeno sulla carta. Un crollo pauroso che però è esploso solo da settembre, con ricadute negative enormi, specialmente il personale extracomunitario e le donne”, riporta il Gazzettino. E le grandi imprese sono quasi tutte con parte dei dipendenti in cassa integrazione. Anche la metalmeccanica è sotto pressione, in regione, la De Simon, Pittini e tanti altri. Fantoni ha ridotto le ore, e non era mai successo.
La botta grossa è però attesa alla riapertura delle imprese, dopo Natale.
Ma a saltare è il modello economico del nordest, quello delle microimprese basate sull’autosfruttamento dell’imprenditore e la torchiatura del lavoratore, senza ricerca e polmone finanziario, impiccate a volte al cliente unico, o quasi, e tenute a guinzaglio corto dal mutuo in banca. Impresari del “nero” e delle “cartiere”, schegge della filiera globalizzata, padroncini della logistica folle, braccia in sub-appalto, immobiliaristi dcol fiato corto, piazzisti di rifiuti tossici. E questo si porta dietro anche l’indotto in senso lato, i bar che chiudono perché la gente il caffè se lo fa a casa, le parrucchiere senza le clienti che hanno perso il lavoro. E ci sono anche le professioni. Un amico dentista mi raccontava di una mamma che si era fatta fare un preventivo per i due figli. Poche centinaia di euro. “Vedremo, adesso non possiamo”. Erano i suoi figli. Piezz’e core, anche qui in Friuli. E mica solo lei.
Qual’è il costo in termini di sofferenza psicologica di questo crollo? Cosa significa la disoccupazione per un friulano, che costruisce tanta parte dell’identità personale sul proprio lavoro? E al di là di questo, come si fa a vivere senza uno stipendio, nel nostro mondo? Le reti familiari hanno i loro limiti, e per tanti – immigrati, soprattutto – non esistono. In Veneto, circa un anno fa, Mauro Dello Russo, artigiano quarantenne, incensurato, ha compiuto 13 rapine prima di essere arrestato. “Ero strangolato dai debiti, anche bancari” si è giustificato con gli agenti. Arriveremo a questo? O alla scelta di B.B, hostess romana di 39 anni, e di F. P. una sua collega genovese, entrambe suicide nel giro di una decina di giorni?
Bontà Sua Benedetto In Sedicesimo spiega che occorre “una forte solidarietà globale tra Paesi ricchi e Paesi poveri, nonché all’interno dei singoli Paesi, anche se ricchi”, ma poi briga per non pagare l’ICI e far finanziare le scuole private. Oppure si occupa della dignità di embrioni e staminali.
Più pratico il Capo di Gabinetto. Per lui l’emergenza che gli italiani vogliono vedere risolta è quella della giustizia.
Ineffabile Silvio.
Post mood: salt, onest, disocupât.



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